Chiesa Madre Sant’Antonio di Padova

Nel 1688, a cinquant’anni dalla fondazione della Terra di Menfi, il vicario curato Don Vito Perna (1688-1691) si fece promotore della costruzione di una nuova e più grande chiesa, in quanto la precedente, la Madonna delle Grazie, non era più sufficiente per accogliere la crescente popolazione del paese. Nel giugno del 1690, la Duchessa di Terranova donò 25 tarì al cappellano Perna, probabilmente per incentivare la realizzazione della nuova chiesa.

Con il vicario curato Don Matteo Sanzone (1692-1703), nel 1692, ebbero inizio i lavori preparatori per la costruzione della nuova Chiesa Madre di Menfi. Tre anni dopo, il 4 aprile 1695, venne costituita una commissione di sostegno alla costruzione, composta dal maestro I. La Rocca, maestro G. Nicolosi e V. Giaconi.

Il 25 novembre 1701, il vescovo mons. Francesco Ramirez diede ufficialmente il via ai lavori con la posa della prima pietra e la sua benedizione, secondo il rituale romano. Il completamento dell’opera avvenne nel 1703, sotto la direzione di Don Giuseppe Tramuto (1703-1705). Alla realizzazione della nuova chiesa contribuirono anche i fedeli, con i contributi del vicario curato Matteo Sanzone, dei viceré di Sicilia Juan Manuel Fernández Pacheco, duca di Escalona, e del cardinale Francesco Del Giudice.

Nel 1705, la nuova chiesa Madre venne aperta al culto e dedicata a Sant’Antonio di Padova, patrono di Menfi. La cerimonia liturgica fu celebrata dal vescovo di Girgenti, mons. Francesco Ramirez, insieme al vescovo di Mazara del Vallo, con la partecipazione del clero dei paesi vicini e una grande folla di fedeli. Successivamente, fu nominato primo parroco della Terra Don Francesco Biundo (1705-1725). Secondo Nino Bucalo Amico, la parrocchia di Menfi, originariamente sotto il Canonicato di Borgetto, fu elevata grazie a Don Francesco Biundo.

Nel 1732, il canonico G.B. Noto, amministratore del Principato, descrisse la distribuzione delle chiese di Menfi, situando la nuova Chiesa Madre nel piano del Castello, a circa 25 canne di distanza dal castello stesso. La chiesa di Sant’Antonio di Padova era isolata, mentre le altre due chiese, del Purgatorio e del Patriarca di S. Giuseppe, erano adiacenti a edifici privati.

Nel corso degli anni, la guida della Chiesa Madre fu affidata ai seguenti parroci: Don Gaspare Ognibene (1725-1736), Don Cataldo Galati (1736-1770) e Don Vincenzo Ignazio Giattini (1770-1787). Nel 1787, Don Giuseppe Ognibene divenne il primo arciprete di Menfi, nominato dalla Regia Monarchia e confermato dalla Curia vescovile di Girgenti.

Dal 1705 al 1807, molti sacerdoti e coadiutori si succedettero nella cura delle anime della Terra di Menfi. Dopo la morte dell’arciprete Don Giuseppe Ognibene, nel 1807, il Municipio chiese al vescovo di Girgenti l’istituzione dell’Arcipretura per la Chiesa Madre. La richiesta fu accolta e Don Melchiorre Cacioppo fu nominato arciprete. Da quel momento, la guida della chiesa Madre continuò ad alternarsi tra vari arcipreti fino alla fine del XIX secolo.

In questo periodo, vennero costruiti altri dodici luoghi di culto, e il clero di Menfi aumentò con l’arrivo di nuovi sacerdoti e officianti.

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